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Lettura criticaCosa è successo. Le bollette energetiche sono diventate una catena di emergenze che minaccia la competitività e lo sviluppo economico delle imprese del terziario. Questa crisi si verifica proprio quando l'economia italiana sta affrontando una situazione di crescita debole e consumi incerti.
Gli aumenti delle bollette energetiche hanno provocato un riscaldamento significativo nelle spese delle imprese del terziario. Secondo le stime dell'OCEN, nel terzo trimestre del 2026 la spesa per elettricità e gas sostenuta dalle attività economiche del settore è aumentata del 46,2% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno e del 66,4% sul trimestre precedente, raggiungendo la cifra totale di 3,8 miliardi di euro. La conseguenza è stato un evidente rincaro sulla bolletta media mensile, che ha sfiorato, complessivamente, i 29.700 euro.
Sono stati colpiti in modo particolarmente duro bar (+133%), alberghi (+68%) e grandi superfici di vendita (+67%). Anche sul fronte del gas Confcommercio rileva una situazione di forte criticità, con aumenti record: nel terzo trimestre la spesa complessiva delle imprese del terziario si è attestata a 788 milioni di euro, il 72,7% rispetto al 2025. La bolletta media mensile, invece, ha superato gli 11mila euro, per un aumento complessivo del 66,9% su base annua.
A monte delle bollette sempre più salate, secondo Confcommercio, ci sarebbe la nuova impennata dei prezzi dell’energia sui mercati globali, che a inizio novembre hanno raggiunto i massimi dell’anno. Il petrolio Brent ha superato i 100 dollari al barile, registrando un aumento tendenziale del 69,4% a ottobre, mentre il gas al TTF di Amsterdam è salito a 96,3 euro/MWh (+173,4% su base annua). Di conseguenza, in Italia il prezzo dell’elettricità ha toccato un picco di 280 euro/MWh (+143%).
Una situazione che - spiega la confederazione - «rischia di compromettere ulteriormente i margini delle imprese, già alle prese con un quadro economico caratterizzato da una crescita debole e da consumi ancora incerti». Confcommercio, dunque, invoca interventi urgenti a sostegno della competitività delle imprese del terziario. La priorità è abbattere rapidamente il peso delle bollette, «affiancando alle misure di sostegno agli investimenti energetici già previste nel Ddl di Bilancio - come la proroga e il riordino delle detrazioni per la riqualificazione energetica e il recupero edilizio nonché le misure di sostegno alle Mpmi non energivore per favorire investimenti in rinnovabili ed efficienza - anche interventi capaci di produrre effetti immediati per le imprese».
Nello specifico, la soluzione proposta dalla confederazione è destinare il maggiore gettito derivante dall’aumento dell’aliquota IRAP per le imprese del comparto energetico alla riabilitazione energetica delle imprese. Questa strategia mira a ridurre drasticamente le bollette e migliorare l'efficienza energetica delle aziende. Inoltre, Confcommercio suggerisce di aumentare il finanziamento pubblico per aiutare le imprese a superare la crisi energetica.
Secondo la confederazione, questo approccio dovrebbe essere accompagnato da interventi di sostegno alle MPMI (Micro, Piu Piccole Imprese) che siano più diretti e efficaci nella risposta alle loro esigenze. Infine, Confcommercio richiede una politica economica più proattiva e innovativa per affrontare la crisi energetica. L'organizzazione suggerisce di sviluppare nuove forme di cooperazione tra i diversi settori economici e di promuovere un approccio globale al problema, considerando la necessità di una rete di interconnessioni energetiche efficiente.
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