Il piano elaborato dal think tank Nesta interviene sulle quote fisse del gas e sui costi delle politiche energetiche, ma richiederà coperture nel primo bilancio d’autunno. Burnham ha promesso venerdì, nel discorso con cui ha assunto la guida del Labour, di ridurre il prezzo dei beni e dei servizi essenziali. Stando al Guardian, un pacchetto sul costo della vita dovrebbe figurare tra i suoi primi annunci a Downing Street.

L’energia rappresenterebbe quindi uno dei primi terreni sui quali tradurre il cambio di leadership in una misura direttamente percepibile dalle famiglie. Il progetto all’esame del gruppo di Burnham è stato preparato da Nesta. Il suo obiettivo non consiste soltanto nell’abbassare l’esborso annuale, ma nel modificare gli incentivi che oggi regolano le scelte energetiche delle famiglie.

La riforma dovrebbe infatti rendere meno costoso utilizzare una pompa di calore rispetto a una caldaia alimentata a gas, accelerando potenzialmente l’adozione della prima tecnologia. Il nodo centrale riguarda la quota fissa applicata alle forniture di gas, separata dal prezzo dell’energia effettivamente consumata. Secondo i dati riportati dal Guardian, questa componente aggiunge attualmente circa 29 pence al giorno alla bolletta.

Serve a finanziare la manutenzione delle reti del gas e dei contatori e viene addebitata indipendentemente dai consumi registrati in ciascuna abitazione. Il carattere uniforme dell’onere è da tempo controverso. I critici citati dalla fonte sostengono che la quota fissa penalizzi in misura sproporzionata le famiglie con redditi bassi, comprese quelle in condizioni di povertà energetica.

Un nucleo che limita fortemente l’uso del riscaldamento continua infatti a sostenere lo stesso costo giornaliero previsto per utenti che consumano quantità maggiori di gas. L’impostazione di Nesta trasferirebbe questi oneri nel costo complessivo del gas. In questo modo, il contributo alla rete dipenderebbe maggiormente dai volumi utilizzati.

Poiché, secondo il Guardian, le famiglie con redditi più elevati tendono a consumare più gas, sarebbero queste ultime a sostenere una porzione superiore dei costi infrastrutturali rispetto ai nuclei con consumi contenuti o in difficoltà economica. La revisione avrebbe anche una funzione strategica sul fronte climatico. Rendere le pompe di calore più economiche da utilizzare potrebbe rafforzare le credenziali ambientali del nuovo primo ministro.

La fonte osserva che tali credenziali sono state messe in discussione da alcuni esponenti laburisti dopo la decisione di Burnham di non scegliere il segretario all’Energia Ed Miliband come cancelliere, preferendogli il responsabile degli Interni. Il possibile intervento non si limiterebbe alla struttura delle tariffe. Il Guardian riferisce anche di un sostegno sul debito energetico destinato a circa due milioni di famiglie.

Questa operazione ridurrebbe inoltre di 29 sterline l’anno il contributo oggi pagato da tutti i nuclei domestici per coprire il costo delle bollette rimaste insolute, distribuendo diversamente il peso delle morosità. La combinazione fra riduzione delle bollette, alleggerimento dei debiti e modifica degli incentivi alle tecnologie di riscaldamento attribuirebbe al pacchetto una portata più ampia di un semplice sconto. Sul piano della governance, il progetto intreccia politica sociale, regolazione delle reti e strategia ambientale.

La sua applicazione richiederebbe però di stabilire con precisione quali costi trasferire e come ripartirli fra contribuenti e consumatori. La questione decisiva resta infatti quella delle coperture. Secondo il Guardian, i costi di qualsiasi pacchetto dovrebbero trovare spazio nel primo bilancio del nuovo cancelliere, previsto per l’autunno.

Tra le opzioni indicate figura la possibilità di aumenti fiscali. La scelta esporrebbe il governo alla necessità di bilanciare il beneficio immediato sulle bollette con l’impatto complessivo delle misure di finanziamento. Per ora il piano resta in valutazione e la fonte non indica una decisione definitiva, né dettaglia l’ammontare complessivo necessario per finanziarlo.

Restano inoltre da chiarire la configurazione finale della riforma, la distribuzione degli effetti tra le diverse categorie di utenti e l’eventuale ricorso alla leva fiscale. I primi annunci sul costo della vita e il bilancio autunnale saranno i passaggi nei quali la strategia di Burnham dovrà assumere una forma concreta.