Il Brent torna sotto 90 dollari, mentre il gas continua a salire. Piazza Affari guadagna lo 0,3%; Seul perde il 4,46% e accentua il ribasso accumulato a luglio. Le Borse europee hanno invertito la direzione dopo una partenza in calo, passando in territorio moderatamente positivo.

Secondo FIRSTonline, il recupero resta fragile e condizionato dagli sviluppi in Medio Oriente, dove un nuovo attacco statunitense contro l’Iran e le notizie provenienti dallo Stretto di Hormuz mantengono elevata l’incertezza sui mercati finanziari ed energetici. Il presidente americano Donald Trump ha annunciato che gli Stati Uniti sono tornati ad attaccare l’Iran, motivando l’azione con un omaggio ai soldati caduti. Nelle stesse ore, le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno dichiarato che due petroliere sono state colpite mentre tentavano di attraversare lo Stretto di Hormuz.

La fonte non fornisce ulteriori elementi sulle imbarcazioni né sull’entità dei danni. In questo quadro, le quotazioni del petrolio hanno inizialmente accelerato, per poi ridurre il rialzo. Il Brent è sceso nuovamente sotto la soglia dei 90 dollari al barile, attestandosi a 88,29 dollari, mentre il Wti si è portato a 82,2 dollari.

Il movimento segnala una reazione meno intensa rispetto all’impennata osservata nelle prime fasi degli scambi. Diverso l’andamento del gas europeo. Sul mercato di Amsterdam il prezzo è salito dell’1,4%, superando i 58 euro per megawattora.

La divergenza fra gas e greggio accompagna una seduta nella quale gli operatori continuano a valutare le possibili conseguenze delle tensioni nell’area mediorientale, senza che dalla fonte emergano indicazioni definitive sulla loro durata. A Piazza Affari l’indice milanese guadagna lo 0,3% e si mantiene sopra quota 52 mila punti. Fra i titoli in evidenza figurano Moncler, Prysmian e le banche.

L’attenzione si concentra inoltre su Poste Italiane e Tim, nel giorno in cui, stando a FIRSTonline, prende avvio l’operazione pubblica di acquisto e scambio. Il materiale disponibile non riporta tuttavia dettagli sull’andamento dei due titoli o sulle condizioni dell’operazione. Londra procede invece in controtendenza, in attesa di Burnham, secondo quanto indicato dalla fonte.

Non sono forniti ulteriori particolari sull’appuntamento né sulle ragioni specifiche che collegano l’attesa alla debolezza del listino britannico. Nel complesso, l’Europa conserva così un rialzo limitato, senza un orientamento uniforme fra le diverse piazze. La seduta asiatica ha mostrato oscillazioni molto più ampie.

Tokyo è rimasta chiusa per festività, mentre il Kospi di Seul ha perso il 4,46%. FIRSTonline collega il nuovo ribasso alle crescenti preoccupazioni per le valutazioni giudicate ormai elevate nel comparto dell’intelligenza artificiale. Nel corso di luglio, il mercato azionario coreano ha accumulato una flessione superiore al 22%.

Hong Kong si è mossa nella direzione opposta, con un progresso di oltre il 2%. Secondo la fonte, gli acquisti sono stati sostenuti dall’ottimismo per gli sviluppi nazionali nel campo dell’intelligenza artificiale. Il confronto con Seul mette in luce reazioni divergenti allo stesso settore: timori sulle valutazioni in Corea del Sud e aspettative favorevoli sugli sviluppi interni a Hong Kong.

Accanto alla geopolitica, gli investitori seguono la stagione delle trimestrali. Negli Stati Uniti Alphabet, Ibm e Tesla presenteranno i conti mercoledì, mentre giovedì sarà il turno di Intel. I risultati delle grandi società tecnologiche arriveranno in una fase nella quale proprio le valutazioni legate all’intelligenza artificiale hanno già prodotto forti movimenti sui mercati asiatici.

In Europa il calendario si concentra soprattutto sulle banche. Sono attesi i risultati di Banco Santander in Spagna, Bnp Paribas in Francia e Unicredit in Italia, con i conti dell’istituto italiano previsti giovedì. Per Piazza Affari le comunicazioni societarie si affiancano dunque all’avvio dell’operazione che coinvolge Poste e Tim e alla più generale sensibilità del comparto bancario.

La direzione dei mercati resta legata a due ordini di sviluppi: l’evoluzione dello scontro tra Stati Uniti e Iran, con le possibili ripercussioni sul transito nello Stretto di Hormuz, e le indicazioni provenienti dalle trimestrali tecnologiche e bancarie. Restano da chiarire, sulla base delle informazioni disponibili, le conseguenze degli attacchi alle petroliere e la tenuta del recupero registrato dalle Borse europee dopo l’apertura negativa.