Copertura fino al 60% dei costi ammissibili per impianti da almeno 10 GWh annui. Candidature entro il 30 settembre 2026. La Commissione europea ha aperto il 28 luglio 2026 la selezione dei progetti da finanziare attraverso la Battery Booster Facility.

Sul tavolo ci sono fino a 1,5 miliardi di euro in prestiti senza interessi per sostenere impianti di celle per batterie nello Spazio economico europeo. Secondo la Commissione, le domande potranno essere presentate fino al 30 settembre 2026. La misura interviene in un punto preciso del ciclo industriale: il passaggio dalla produzione di pre-serie alla piena operatività commerciale.

È una fase decisiva, perché l’impianto esiste ma deve ancora aumentare i volumi fino a raggiungere il regime previsto. La Facility è stata concepita per coprire parte del fabbisogno finanziario che emerge durante questa accelerazione produttiva. Le condizioni economiche sono definite da due soglie.

Il prestito può coprire al massimo il 60% dei costi ammissibili e non può superare i 500 milioni di euro per singolo progetto. Con una disponibilità totale di 1,5 miliardi, l’ammontare teorico consentirebbe di finanziare tre operazioni al tetto massimo; la Commissione, tuttavia, non indica quanti progetti saranno selezionati né l’importo medio atteso. Non tutte le iniziative legate alle batterie possono partecipare.

La call riguarda esclusivamente progetti per la fabbricazione di celle adatte ai veicoli elettrici e localizzati nello Spazio economico europeo. Al momento dell’apertura del bando, gli impianti devono già trovarsi nella fase di incremento della produzione: non sono quindi sufficienti programmi ancora lontani dall’avvio industriale. Anche la dimensione minima è rilevante.

Ogni candidato deve prevedere una capacità produttiva annua di almeno 10 GWh. Il finanziamento è dunque rivolto a impianti su scala commerciale, non a linee sperimentali. Il requisito concentra le risorse su progetti che, se portati a regime, possono aggiungere una quota misurabile alla capacità europea di produzione delle celle.

C’è poi un vincolo che riguarda il profilo del richiedente: l’impianto candidato deve rappresentare il suo primo progetto, a livello mondiale, di produzione di celle per veicoli elettrici su piena scala commerciale. Stando al testo diffuso dalla Commissione, la misura sostiene quindi il primo salto industriale completo dell’impresa in questo segmento, anziché finanziare genericamente qualsiasi ampliamento di capacità già esistente. La Battery Booster Facility è stata istituita nel giugno 2026 come componente della Battery Booster Strategy.

Secondo la Commissione, lo strumento deve accelerare l’avvio industriale degli impianti, rafforzare la produzione europea e contribuire a una catena del valore delle batterie più resiliente. La fonte non quantifica, però, la capacità complessiva che Bruxelles punta ad attivare attraverso questa prima call. Le risorse arrivano dall’Innovation Fund, finanziato con i proventi del sistema europeo di scambio delle quote di emissione, l’EU Emissions Trading System.

Il meccanismo utilizza quindi entrate generate dal mercato europeo del carbonio per sostenere nuovi investimenti manifatturieri. In questo caso il sostegno non assume la forma di un contributo a fondo perduto, ma di credito senza interessi. Per Bruxelles, il finanziamento nella fase di avviamento dovrebbe produrre tre effetti: permettere ai progetti innovativi di aumentare i volumi, favorire l’ingresso di capitali privati e anticipare l’arrivo di nuova capacità produttiva in Europa.

Si tratta degli obiettivi dichiarati dalla Commissione; la comunicazione disponibile non fornisce stime sull’investimento privato mobilitabile né sui tempi necessari per raggiungere la piena produzione. Il rispetto dei requisiti di localizzazione, capacità e fase industriale non garantirà automaticamente il prestito. Le candidature saranno esaminate secondo i criteri fissati dalla call, tra cui la maturità tecnica, quella finanziaria e il valore aggiunto del progetto per l’ecosistema europeo delle batterie.

I proponenti dovranno quindi dimostrare non soltanto la scala dell’impianto, ma anche la concreta sostenibilità dell’operazione. La chiusura delle candidature, prevista per il 30 settembre 2026, aprirà la fase di valutazione. Solo allora emergeranno il numero dei concorrenti, la loro distribuzione geografica, le somme richieste e i progetti ammessi ai prestiti.

Restano inoltre da determinare quanta capacità produttiva potrà essere effettivamente finanziata e in quali tempi gli impianti selezionati riusciranno a raggiungere la piena operatività commerciale.