Il Bilancio Sociale dell’Associazione indica una maggiore incidenza dei finanziamenti a Pmi e famiglie rispetto al resto del sistema bancario. La prossimità territoriale rimane l’elemento centrale del modello. Secondo i dati riportati da FIRSTonline, quasi la metà degli affidamenti riconducibili al Credito Popolare riguarda operazioni di dimensioni contenute.

Il 49,2% è costituito da finanziamenti fino a 500 mila euro, una fascia nella quale rientra una parte significativa delle piccole imprese e delle attività economiche radicate nei territori. Il dato segnala la concentrazione dell’attività creditizia sul tessuto produttivo diffuso, più che sulle sole operazioni di maggiore importo. La stessa impostazione emerge dalle nuove erogazioni effettuate nel corso del 2025.

Stando al Bilancio Sociale, la quota dei finanziamenti destinati alle piccole e medie imprese è stata superiore di circa cinque punti percentuali rispetto a quella rilevata nel resto del sistema bancario. La fonte non precisa, nel contenuto disponibile, il valore assoluto delle nuove operazioni né la loro distribuzione tra settori produttivi. Accanto alle imprese, il documento attribuisce un peso consistente al credito rivolto alle famiglie consumatrici.

Questa componente rappresenta il 26,4% degli impieghi complessivi delle Banche Popolari. Nel resto del sistema bancario, secondo il confronto presentato dall’Associazione, la quota si ferma al 16,5%. La distanza tra i due valori descrive una diversa composizione degli attivi, con una maggiore esposizione relativa verso i nuclei familiari.

Il Bilancio Sociale non limita tuttavia la valutazione del settore agli impieghi, alla raccolta o agli indicatori di solidità. L’Associazione propone una lettura più ampia, nella quale il rapporto diretto con imprese, famiglie e comunità locali diventa parte integrante della funzione economica delle Banche Popolari. La prossimità viene indicata come uno dei tratti distintivi del modello, insieme alla fiducia e alla continuità delle relazioni.

Giuseppe De Lucia Lumeno, segretario generale dell’Associazione Nazionale fra le Banche Popolari, sostiene che l’attività degli istituti non si esaurisca nell’erogazione del credito. Secondo il dirigente, le banche contribuiscono anche alla costruzione delle comunità, al consolidamento delle reti di fiducia e alla trasformazione della partecipazione collettiva in opportunità individuali. Si tratta della valutazione espressa dall’organizzazione che rappresenta la categoria.

La presenza territoriale assume particolare rilievo nei piccoli centri, dove il rapporto con la clientela e la conoscenza delle economie locali possono incidere sulle modalità di valutazione e accompagnamento di imprese e famiglie. FIRSTonline indica questo radicamento come il punto di forza centrale descritto dal documento. Nel testo disponibile, tuttavia, non sono riportati integralmente i dati relativi alla rete degli sportelli o alla sua distribuzione geografica.

La pubblicazione arriva alla vigilia di alcune ricorrenze utilizzate dall’Associazione per collocare il modello popolare in una prospettiva storica. Nel 2026 l’organizzazione celebra 150 anni di vita istituzionale. Sono inoltre trascorsi 162 anni dalla fondazione, avvenuta a Lodi nel 1864, della prima Banca Popolare italiana.

Nel 2027 cadrà infine il centenario della scomparsa di Luigi Luzzatti, figura legata alla storia del credito popolare. Il quadro delineato è dunque quello di un comparto che rivendica una funzione specifica all’interno del sistema bancario: convogliare risorse verso la parte più frammentata dell’economia e mantenere una relazione stabile con i territori. I numeri citati sostengono soprattutto due aspetti: l’elevata incidenza dei prestiti fino a 500 mila euro e il peso degli impieghi alle famiglie, entrambi presentati come elementi di differenziazione rispetto agli altri istituti.

Resta da verificare, sulla base del documento completo, come gli oltre 183 miliardi di impieghi siano distribuiti tra aree geografiche, categorie di clientela e comparti produttivi, oltre a quale andamento abbiano registrato rispetto agli esercizi precedenti. Sono questi gli elementi necessari per misurare nel tempo la capacità del Credito Popolare di sostenere Pmi e famiglie e per valutare con maggiore precisione gli effetti economici della sua presenza locale.