Il Sensex ha perso lo 0,57% e il Nifty lo 0,39%. I risultati trimestrali hanno penalizzato Axis Bank, mentre HDFC Bank ha deluso sul margine netto di interesse. Il BSE Sensex, che riunisce trenta tra le maggiori società quotate in India, ha terminato la seduta a 77.708,52 punti, in calo di 442,93 punti, pari allo 0,57%.

Il NSE Nifty 50 ha ceduto invece 95,80 punti, lo 0,39%, chiudendo a 24.238,50, al di sotto della soglia di 24.240 punti. I dati sono quelli riportati nell’aggiornamento di mercato di The Hindu BusinessLine, unica fonte disponibile. La flessione è stata sensibilmente più pronunciata nel corso della giornata.

Il Sensex è arrivato a perdere 783,16 punti, equivalenti all’1%, toccando quota 77.368,29. Dai minimi intraday l’indice ha quindi recuperato circa metà del terreno ceduto, senza però riuscire a tornare in territorio positivo. La chiusura segnala una pressione persistente, sebbene meno intensa rispetto alla fase più debole degli scambi.

Il principale fattore di trascinamento è stato il comparto bancario, con le vendite concentrate su due titoli di primo piano. Axis Bank ha registrato la peggiore performance tra i componenti del Sensex, arretrando del 5,48%, mentre HDFC Bank ha perso il 5,12%. La dimensione delle correzioni ha reso insufficiente il contributo dei pochi titoli che hanno concluso la giornata in rialzo.

Il ribasso di Axis Bank è arrivato dopo la diffusione dei risultati trimestrali nel fine settimana. The Hindu BusinessLine non riporta, nel testo disponibile, i singoli dati del conto economico né indica quali voci abbiano alimentato maggiormente la reazione negativa degli investitori. Il movimento del titolo mostra tuttavia che il mercato ha accolto con cautela l’aggiornamento, in una seduta già condizionata dai timori sulla redditività bancaria.

Per HDFC Bank, l’attenzione si è concentrata in particolare sul margine netto di interesse, indicatore della redditività dell’attività creditizia. V K Vijayakumar, chief investment strategist di Geojit Investments Limited, ha affermato che l’istituto ha deluso soprattutto su questo fronte. La fonte non segnala, tuttavia, eventuali revisioni delle prospettive della banca o iniziative annunciate dal management in risposta alle preoccupazioni emerse sul mercato.

Il quadro suggerisce che gli investitori stiano valutando con maggiore severità la capacità dei grandi istituti di difendere i margini. La fonte attribuisce una parte significativa della debolezza degli indici proprio alle vendite sulle blue chip bancarie, ma non fornisce elementi sufficienti per stabilire se il calo rifletta un deterioramento più ampio del settore oppure valutazioni specifiche sui conti di Axis Bank e HDFC Bank. La debolezza ha coinvolto anche altri comparti.

Tra i titoli in calo figurano Maruti, Infosys, Tata Consultancy Services, Mahindra & Mahindra e Bharat Electronics. Kotak Mahindra Bank ha aggiunto un terzo nome finanziario al gruppo dei ritardatari. La pressione si è così estesa dall’automobile alla tecnologia e all’industria, rafforzando l’impatto delle perdite registrate dai due maggiori titoli bancari della seduta.

Il mercato non si è però mosso in modo uniforme. Trent, Power Grid, NTPC e Bharti Airtel sono stati indicati tra i titoli in rialzo. Gli acquisti selettivi su distribuzione, infrastrutture elettriche, energia e telecomunicazioni non sono bastati a compensare le vendite nel settore finanziario.

La divergenza tra i componenti del Sensex evidenzia una seduta guidata più dalla rotazione tra società e comparti che da un arretramento indiscriminato dell’intero listino. Alle questioni societarie si è aggiunto il rischio geopolitico. Secondo The Hindu BusinessLine, l’acuirsi delle tensioni tra Stati Uniti e Iran ha contribuito al clima negativo.

La stessa fonte ha riferito che la rupia ha raggiunto il minimo degli ultimi due mesi mentre il Brent si manteneva vicino a 90 dollari, in un contesto segnato dalle tensioni in Asia occidentale. Il materiale disponibile non quantifica però l’incidenza di questi fattori sugli indici. Per il mercato indiano restano dunque aperti due dossier: la capacità delle maggiori banche di sostenere i propri margini e l’evoluzione delle tensioni internazionali, con i possibili riflessi sul prezzo del petrolio e sulla valuta.

I prossimi aggiornamenti societari potranno chiarire se la reazione a HDFC Bank e Axis Bank rimarrà circoscritta ai due istituti. Sul fronte esterno, direzione e durata delle pressioni geopolitiche restano elementi non determinabili sulla base dell’unica fonte disponibile.