Il malfunzionamento ha colpito account con costi mensili minimi, provocando allarme tra gli utenti. AWS si è scusata, mentre restano da chiarire portata, durata e origine tecnica dell’incidente. Amazon Web Services ha attribuito a un errore informatico l’invio di fatture dagli importi astronomici ad alcuni clienti della propria piattaforma cloud.

Secondo quanto riportato dal Guardian, le anomalie hanno interessato account che normalmente generano spese molto contenute e sono state segnalate in più aree geografiche. La società si è scusata per la confusione e la preoccupazione provocate, ma nel materiale disponibile non ha fornito una ricostruzione tecnica del guasto. L’incidente assume rilievo per l’ampiezza e l’eterogeneità della base clienti di AWS.

La divisione di Amazon offre servizi cloud e di gestione dei dati a milioni di utenti, dagli studenti e dalle piccole associazioni fino alle grandi aziende. Le testimonianze raccolte dal quotidiano britannico riguardano soprattutto organizzazioni e singoli gestori di servizi digitali, per i quali gli avvisi automatici hanno prodotto un allarme immediato nonostante la manifesta sproporzione delle somme. Tra i casi citati figura quello di Learning Through Landscapes, un’organizzazione con sede nell’Hampshire.

Dan Harvey, responsabile marketing dell’ente, ha riferito al Guardian di avere ricevuto un avviso di fatturazione relativo all’applicazione impiegata dalla charity per le verifiche degli spazi scolastici. Il servizio costa abitualmente meno di una sterlina al mese, mentre il conto visualizzato prima della fine del periodo contabile aveva raggiunto 7,8 miliardi di dollari, equivalenti a circa 5,8 miliardi di sterline. Il confronto con la fattura precedente rendeva evidente l’anomalia: il mese prima l’organizzazione aveva pagato 43 centesimi.

Harvey ha raccontato di avere quasi avuto un attacco di cuore alla ricezione dell’email e di essersi messo a esaminare l’account insieme al gruppo di assistenza tecnica, in una condizione di forte agitazione. La vicenda mostra come un dato palesemente implausibile possa comunque innescare una procedura urgente di controllo quando proviene dal sistema di fatturazione del fornitore. Stando alla schermata descritta dal Guardian, il sistema indicava anche una crescita dell’utilizzo del 745.728.201.771 per cento rispetto al mese precedente.

L’errore avrebbe quindi alterato sia l’importo mostrato sia il raffronto automatico con i consumi storici, amplificando l’effetto della notifica. A Delhi, uno studente identificato come Sachin avrebbe ricevuto un conto da 10,9 miliardi di dollari, contro una spesa ordinaria di 1,28 dollari al mese. Il giovane si è rivolto al supporto di AWS chiedendo una verifica.

Anche in questo caso, il dato comunicato dal sistema risultava incompatibile con il profilo economico e con l’uso abituale dell’account, senza che la fonte disponibile indichi quale passaggio tecnico abbia prodotto l’importo. Il malfunzionamento è stato segnalato anche a Bolsover, nel Derbyshire. Andrea Zuvich, storica del periodo Stuart e responsabile del sito The Seventeenth Century Lady, ha raccontato di avere trascorso mezz’ora in una situazione di estremo stress dopo la comparsa di una fattura da 245 miliardi di dollari.

Il costo mensile del servizio, secondo la sua testimonianza, si aggira normalmente intorno ai 15 dollari. Zuvich ha sottolineato che comunicazioni simili potrebbero provocare un allarme grave e persino conseguenze sulla salute di chi le riceve. Le reazioni riferite al Guardian evidenziano un problema che va oltre la sola correttezza contabile: nei servizi digitali automatizzati, l’autorevolezza attribuita alla piattaforma può indurre gli utenti a considerare urgente anche una richiesta manifestamente irrealistica, almeno finché il fornitore non ne conferma formalmente l’erroneità.

La fonte attribuisce le fatture a un guasto informatico globale, ma non precisa quanti clienti siano stati coinvolti, per quanto tempo gli importi siano rimasti visibili o se siano stati avviati tentativi effettivi di addebito. Non è inoltre indicata la componente del sistema responsabile dell’anomalia. In assenza di ulteriori comunicazioni, non è possibile stabilire se il problema abbia riguardato il calcolo dei consumi, la generazione delle fatture oppure il solo livello di visualizzazione e notifica.

Le scuse di AWS rappresentano il primo riconoscimento dell’incidente riportato dalla fonte, ma lasciano aperte questioni di governance operativa. Restano da conoscere l’estensione completa del guasto, i controlli applicati agli importi fuori scala e le eventuali modifiche ai processi di fatturazione. Saranno soprattutto i chiarimenti della società a indicare se l’episodio sia rimasto circoscritto a comunicazioni errate o abbia interessato anche procedure contabili successive.