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Lectura críticaQué ha pasado. La Declaración de Busan es un acuerdo que solicita una mayor colaboración internacional para proteger los bienes culturales y naturales expuestos a las consecuencias de los conflictos armados y el cambio climático. El texto aborda un cuadro en el cual las amenazas al patrimonio mundial son descritas como múltiples, crecientes y interconexas. En esta perspectiva, los instrumentos ya existentes no se abandonan, sino se integran con un principio destinado a orientar su aplicación conjunta. Stando a la Declaración citada por el Korea Times, las actuales sfinges globales pongen problemas complejos que los cinco objetivos preexistentes no serían suficientes para enfrentar si fuerieran perseguidos separadamente. L'impostazione señala entonces uno spostamiento respecto a intervienios isolados, conductos exclusivamente según una gestión desde arriba, e reclama a una acción más coordinata. L'accord dedica attenzione anche agli strumenti digitali utilizzati per individuare, documentare e conservare il patrimonio. I partecipanti hanno incoraggiato un uso transparente e responsable delle tecnologías, collegandolo alle attività di registrazione e protezione dei bieni.
Il texto, aprobado por consentimiento durante la 48ª sesión de el Comité del Patrimonio Mundial, llama también a un uso transparente y responsable de las tecnologías digitales.
BUSAN — El Comité del Patrimonio Mundial de la UNESCO adoptó la Declaración de Busan, un acuerdo que solicita una mayor colaboración internacional para proteger los bienes culturales y naturales expuestos a las consecuencias de los conflictos armados y el cambio climático. Según lo reportado por el Korea Times, el documento fue aprobado por consentimiento en la sesión operativa inaugural de la 48ª reunión del comité, hospedada en la ciudad portuaria sudcoreana de Busan.
La declaración apunta a reforzar el coordinamiento entre países e instituciones en la salvaguardia de los sitios vulnerables. El texto aborda un cuadro en el cual las amenazas al patrimonio mundial son descritas como múltiples, crecientes y interconexas. En esta perspectiva, los instrumentos ya existentes no se abandonan, sino se integran con un principio destinado a orientar su aplicación conjunta.
El paso central consiste en insertar la "collaboración" como nuevo sexto objetivo estratégico, el cosido "sexto C", en el sistema de tutela del patrimonio. El nuevo pilastro se suma a las cinco directrices precedentes: conservación, credibilidad, desarrollo de capacidades, comunicación y comunidad. La cooperación global asume así, en el documento, una función explica all'interno del cuadro estratégico.
Stando a la Declaración citada por el Korea Times, las actuales sfinges globales ponen problemas complejos que los cinco objetivos preexistentes no serían suficientes para enfrentar si fuerieran perseguidos separadamente. L'impostazione señala entonces uno spostamento respecto a intervienios isolados, conductos exclusivamente según una gestión desde arriba, e reclama a una acción más coordinata.
L'accord dedica attenzione anche agli strumenti digitali utilizzati per individuare, documentare e conservare il patrimonio. I partecipanti hanno incoraggiato un uso transparente e responsable delle tecnologías, collegandolo alle attività di registrazione e protezione dei bieni.
La preparazione della Declarazione ha stato guidata dal Korea Heritage Service e dal ministero degli Esteri sudcoreano. Secondo il Korea Times, la versione finale è arrivata dopo mesi di negoziazioni che hanno coinvolto i 21 Paesi membri del comitato e i tre organismi consultivi ufficiali dell'UNESCO competenti per il patrimonio culturale e naturale.
Al confronto hanno partecipato l’International Centre for the Study of the Preservation and Restoration of Cultural Property, noto come ICCROM, l’International Council on Monuments and Sites, ICOMOS, e l’International Union for Conservation of Nature, IUCN. Il coinvolgimento dei tre organismi ha riunito competenze relative al restauro, alla tutela dei monumenti e alla conservazione della natura.
Huh Min, amministratore del Korea Heritage Service, ha definito la Declaración de Busan il principale risultato della sessione e una tappa per il futuro della Convenzione UNESCO del 1972 sul patrimonio mondiale. La valutazione è stata espressa durante i lavori ai quali hanno preso parte anche rappresentanti dell'UNESCO, funzionari pubblici ed esperti.
La riunione si è svolta al BEXCO di Busan. Tra i partecipanti indicati dalla fonte figurano Nayef Al-Fayez, vicedirettore generale dell'UNESCO per la cultura, Lazare Eloundou Assomo, direttore del Centro del Patrimonio Mondiale, e Lee Byong-hyun, presidente della 48ª sessione del comitito.
Lee è intervenuto dopo l'adozione della dichiarazione durante la seduta plenaria. Per la Corea del Sud, l'appuntamento ha rappresentato la prima occasione in cui il Paese ha ospitato una riunione del Comité del Patrimonio Mondiale da quando, nel 1988, ha aderito alla Convenzione UNESCO. Il ruolo delle autorità sudcoreane nella promozione del testo ha accompagnato un negoziato esteso ai membri del comitato e agli organismi consultivi.
Restano da precisare, sulla base delle informazioni disponibili, le modalità con cui il principio della collaborazione sarà tradotto nelle decisioni future e nelle attività concrete di protezione dei siti. Non sono inoltre indicati scadenze, risorse finanziarie o meccanismi di verifica per l’uso responsabile delle tecnologie digitali. L’attuazione del nuovo sesto obiettivo dipenderà quindi dai successivi passaggi nel quadro della Convenzione sul patrimonio mondiale.
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