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Lettura criticaCosa è successo. La Volkswagen Group ha formalizzato un piano di ristrutturazione globale volto a ridurre il personale di oltre 50.000 unità.
Il consiglio di amministrazione ha accettato un taglio di 50.000 posti di lavoro per raggiungere la produzione entro il 2030Il consiglio di amministrazione della Volkswagen ha approvato unanimemente un piano che prevede un taglio di ulteriori 50.000 posti di lavoro in tutto il mondo. Questa decisione rappresenta un passo avanti significativo nel programma di ristrutturazione che si estende fino al 2030. Secondo la società, l'obiettivo principale è allineare il personale con la "realtà economica" in un mercato in rapida evoluzione.
Il CEO Oliver Blume ha definito il voto come un "forte segnale per il futuro del gruppo Volkswagen", sottolineando che si tratta della trasformazione più strategica nella storia dell'azienda. La leadership ha dichiarato di voler assumersi la responsabilità per l'intero personale, i partner e i posti di lavoro industriali in tutto il mondo. Secondo l'analisi del piano, oltre al programma in corso, sarà necessaria una aggiustamento aggiuntivo di circa 50.000 posizioni, inclusi ruoli di gestione.
La società opera attualmente con circa 663.000 dipendenti in tutto il mondo, il che rende il taglio ancora più rilevante. L'azienda punta a raggiungere un volume annuo di vendite di 9 milioni di veicoli, un numero inferiore rispetto ai piani precedenti e rispetto alle aspettative pre-pandemia. Per il 2035, il gruppo si prevede di ridurre il portafoglio di modelli di circa il 50% e la complessità dei prodotti del 75%.
La produzione attuale in Europa supera la domanda di oltre 500.000 veicoli, creando una carenza di capacità produttiva. Le aziende tedesche non possono ancora garantire una produzione competitiva per le loro fabbriche in Emden, Zwickau e Hanover fino al 2031. Per le quattro fabbriche in questione, alternative utilizzabili sono in fase di studio, mentre il gruppo si aspetta di sviluppare entro la fine del giugno 2027 un concetto per una struttura produttiva sostenibile e competitiva in Europa.
La situazione rimane incerta per le fabbriche in Emden, Zwickau e Hanover, con la produzione futura ancora in review. La società sta studiando alternative per questi siti, ma non è ancora chiaro se le alternative studiate siano sufficienti per garantire la competitività futura.
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