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Lettura criticaCosa è successo. Un'impresa universitaria ha conquistato il titolo mondiale di guida autonoma senza un singolo operatore umano presente all'interno della vettura.
Modena e Reggio Emilia vincono il duello Purdue senza piloti fisiciLa competizione si è svolta a Laguna Seca, una pista simbolo del motorsport mondiale dove la velocità è la norma assoluta. L'Università di Modena e Reggio Emilia ha conquistato l'Indy autonomous challenge battendo nel duello finale l'Università statunitense di Purdue, segnando un momento storico per la tecnologia italiana. Tre sorpassi nel Cavatappi, nessun pilota nell'abitacolo, hanno permesso alla squadra italiana di dominare la gara head-to-head.
A guidare la monoposto di Unimore Racing non c'erano mani sul volante, ma il software sviluppato da studenti e ricercatori dell'ateneo: un "pilota" digitale capace di leggere la pista, scegliere la traiettoria e lanciare l'attacco. Lo ha fatto tre volte proprio al Corkscrew, la sequenza di curve in picchiata che ha costruito la leggenda di Laguna Seca e che da oggi porta il nome di Alex Zanardi, a trent'anni dal suo "The Pass" del 1996. La vittoria è arrivata al termine della gara, dimostrando la superiorità dell'approccio algoritmico rispetto alla guida umana tradizionale.
In California si sono confrontati otto team universitari oltre a Unimore e Purdue, tra cui AI Racing Tech, Auburn University, Caltech e il Politecnico di Milano. Anche il secondo team italiano è salito sul podio, chiudendo terzo, mentre due realtà nazionali fra le prime tre confermano il peso della Motor Valley e della ricerca italiana nell'automotive. L'hardware è uguale per tutti, con le AV-24 partendo da un telaio Dallara derivato dalla Indy Nxt e adattato alla guida senza pilota.
A bordo lavorano radar, telecamere, sistemi di posizionamento e computer ad alte prestazioni che ricostruiscono ciò che accade attorno alla vettura. I sensori ricostruiscono ciò che accade attorno alla vettura, mentre il software fonde i dati e decide in tempo reale come frenare, accelerare, sterzare o sorpassare. È qui che si gioca la gara: negli algoritmi, nella capacità di previsione e nella rapidità con cui il sistema reagisce oltre i 200 chilometri orari.
L'AV-24 è progettata per superare le 190 miglia orarie, oltre 300 chilometri orari, facendo della pista un banco prova estremo per tecnologie destinate anche ai sistemi Adas e ai veicoli autonomi stradali. Per Unimore è un successo che arriva da lontano, con il gruppo guidato dal professor Marko Bertogna che nel 2025 aveva già firmato un record all'Autodromo di Modena: 58,3 secondi sul giro, un secondo meno del precedente primato ottenuto da una Lamborghini Huracán.
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