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Lettura criticaCosa è successo. Due frasi che sintetizzano fatto e conseguenza
Come Trarre Profitto dalla Crescita GlobaleIn un mondo dove le informazioni sono disponibili come acqua in un pozzo, gli investitori possono trovare nuove opportunità di profitto. Le transazioni azionali, fino a poco tempo fa, erano considerate un compito difficile e pieno di sfide. Le commissioni sulle transazioni azionarie negli Stati Uniti erano generalmente del 2%, ma oggi queste cifre sono ridotte a zero.
Questo cambiamento ha permesso ai trader di avere accesso a quantità di dati e informazioni che non era possibile ottenere prima. L’accesso alle informazioni è stato migliorato ulteriormente con l’avvento delle contrattazioni telematiche a Milano nel 1991. Questo ha stimolato la concorrenza e ha portato alla riforma delle norme sui movimenti di capitale in Italia, che hanno reso più facile l’acquisto di azioni.
Ecco perché oggi i trader possono fare trading a costi contenuti, senza dover spulciare archivi cartacei o microfilm per cercare notizie e rendiconti aziendali. Non solo questo, ma anche le ETF (Exchange-Traded Funds) hanno permesso di assumere un’esposizione all’intero mercato: un evidente beneficio dei progressi del capitalismo. Questo avviene perché le azioni permettono di sfruttare la dinamica del capitalismo, mentre le obbligazioni non consentono di arricchirsi dall’oggi al domani.
Bisogna ragionare in un’ottica graduale e globale, pensando a lungo termine anziché a breve. La crescita globale ha avuto un impatto significativo sulla performance delle azioni. Nel 1970, le prime 20 società globali per capitalizzazione di mercato erano state compilate da AT&T e IBM.
Ma nel 1990, solo 7 erano ancora nella top 20. E oggi? Nemmeno una.
Sono state tutte rimpiazzate da nuove imprese. Questo continuo avvicendamento è una caratteristica del capitalismo. Le azioni permettono di sfruttare questa dinamica, il "oro" e il "bitcoin", mentre le obbligazioni non consentono di arricchirsi dall'oggi al domani.
Tuttavia, investire in azioni non significa essere sicuri di guadagnare. I mercati azionali italiani dal 1969 hanno segnato un rialzo nel 64% degli anni; i listini dell’Eurozona e le Borse mondiali hanno fatto altrettanto nel 74% e 77% degli anni. Ciò non significa che non ci siano flessioni, ma l’importante è considerare queste statistiche in un contesto graduale e globale, pensando a lungo termine anziché a breve.
Investire in azioni può sembrare un passo indietro verso il passato, ma questo cambiamento ha trasformato il modo in cui si ottiene profitto. Le transazioni azionali sono diventate più facili grazie alle informazioni disponibili, alla concorrenza stimolata dalle riforme e ai prodotti come ETF che offrono un’esposizione all’intero mercato. Ecco perché oggi gli investitori possono trovare nuove opportunità di profitto, trasformando il capitalismo tradizionale in un nuovo gioco di strategie e dinamiche globali.
In conclusione, investire in azioni può essere un modo efficace per ottenere profitto, ma bisogna considerare questi cambiamenti in un contesto graduale e globale, pensando a lungo termine anziché a breve. Non è necessario prevedere l’andamento futuro del Pil, evitare i ribassi di Borsa o essere efficienti nella selezione dei titoli. Agli albori della mia carriera, 54 anni fa, gli investitori si trovavano davanti a molti ostacoli.
Le informazioni erano scarse e non c’era internet. Reperire dati significava spulciare archivi cartacei e microfilm alla ricerca di notizie e rendiconti aziendali. Fino al 1975, le commissioni sulle transazioni azionarie negli Stati Uniti erano generalmente del 2%.
Gli ampi spread denaro/lettera – ossia lo scarto tra i prezzi offerti dagli acquirenti e quelli richiesti dai venditori – erodevano ulteriormente
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