Secondo Forbes Italia, il modello supera le partnership tradizionali: obiettivi, competenze, investimenti e responsabilità vengono condivisi. Banca Etica, Legacoop e Coopfond lo applicano alle comunità energetiche con Respira.coop. La sostenibilità si sta spostando dai margini al centro delle strategie d’impresa.

Non viene più considerata soltanto una funzione aziendale distinta dalle attività operative, ma un fattore che attraversa i modelli di business, le filiere, i rapporti con i territori e la capacità di innovare. Secondo un articolo pubblicato da Forbes Italia il 16 luglio 2026, questo passaggio sta favorendo la nascita di collaborazioni più strutturate tra soggetti diversi, definite «alleanze trasformative». Il punto di partenza è la dimensione delle sfide.

Transizione energetica, inclusione sociale, contrasto alle disuguaglianze e costruzione di comunità resilienti richiedono risorse e competenze che una singola organizzazione difficilmente può concentrare al proprio interno. Stando alla fonte, alcune imprese stanno quindi abbandonando la logica dell’intervento isolato per adottare un modello di ecosistema, nel quale la capacità di produrre valore dipende dalle relazioni costruite con altri attori. Le alleanze descritte da Forbes Italia non coincidono con le partnership circoscritte a un progetto o a una singola operazione.

Il modello prevede che imprese, istituzioni finanziarie, amministrazioni pubbliche, organizzazioni del Terzo settore e comunità mettano in comune obiettivi, conoscenze, investimenti e responsabilità. La differenza risiede dunque sia nell’ampiezza dei partecipanti sia nella continuità dell’impegno assunto. Danilo Devigili, partner di Collectibus e autore del libro «La formula della sostenibilità», lega la nascita di queste alleanze alla decisione di più organizzazioni di affrontare congiuntamente problemi che nessuna potrebbe risolvere in autonomia.

Secondo Devigili, il loro valore non dipende soltanto dall’insieme delle risorse mobilitate: conta soprattutto la possibilità di elaborare soluzioni nuove, consolidare la fiducia tra i partecipanti e ottenere risultati misurabili nel tempo. La misurabilità assume un rilievo particolare perché separa una collaborazione strategica da un’iniziativa prevalentemente dichiarativa. Nella ricostruzione proposta dalla fonte, l’alleanza diventa uno strumento operativo quando integra competenze differenti e le orienta verso effetti concreti e durevoli.

Crescita economica, innovazione e valore sociale non vengono presentati come obiettivi alternativi, ma come dimensioni che queste esperienze cercano di tenere insieme. Forbes Italia individua applicazioni del modello in ambiti che vanno dalla finanza sostenibile alla lotta contro la povertà alimentare, fino alla transizione energetica. La fonte attribuisce ad alcune esperienze italiane la capacità di funzionare come infrastrutture di cambiamento, cioè come reti organizzate e non come interventi occasionali.

Nel materiale disponibile, tuttavia, non sono indicati risultati quantitativi che permettano di confrontarne l’impatto economico o sociale. Tra i casi citati figura Banca Etica, che, secondo l’articolo, negli ultimi anni ha costruito collaborazioni tra istituzioni, imprese, cooperative e comunità locali. L’obiettivo dichiarato è affrontare alcune delle principali questioni legate alla sostenibilità facendo leva sul ruolo della finanza.

L’esperienza mostra come un intermediario finanziario possa agire non soltanto attraverso l’erogazione di risorse, ma anche collegando soggetti con funzioni e interessi differenti. La transizione energetica è il terreno sul quale questa impostazione trova un’applicazione specifica. La creazione di comunità energetiche rinnovabili richiede infatti, stando alla fonte, competenze tecniche, strumenti finanziari e partecipazione dei territori.

Da questa impostazione è nata Respira.coop, piattaforma promossa da Banca Etica insieme a Legacoop e Coopfond per accompagnare cittadini, cooperative ed enti locali nella costituzione delle comunità energetiche. Il progetto concentra così nello stesso perimetro la dimensione finanziaria, quella cooperativa e quella territoriale. La piattaforma viene descritta come uno strumento di accompagnamento, mentre la fonte non fornisce dati sul numero di comunità costituite, sugli investimenti attivati, sull’energia prodotta o sui benefici economici per i partecipanti.

Sono elementi necessari per valutare la capacità del modello di passare dalla collaborazione istituzionale a effetti verificabili. Resta quindi aperta la questione della scala. L’articolo di Forbes Italia indica nelle alleanze tra soggetti diversi una possibile evoluzione della sostenibilità d’impresa e presenta Respira.coop come un’applicazione concreta nel settore energetico.

Per stabilire se queste reti possano diventare strutture durature serviranno informazioni sui risultati raggiunti, sulla continuità degli investimenti e sulla distribuzione delle responsabilità. È su questi aspetti che potrà essere misurata la distanza tra l’ambizione strategica e l’impatto effettivo.